demenzialitĂ varie a tempo perso
Divise, voti , bocciature, più tabelline, meno fannulloni, maestro unico, patti educativi e....
perchè no?
la bacchetta e la frusta in mano ai docenti e un bel canto al mattino di mussoliniana memoria.
In una scuola sempre più povera di mezzi e materiali e di cultura, si pensa di risolvere i problemi con i grembiuli obbligatori.
Mi permetto di dissentire e vorrei farmi una grassa risata alla faccia della Gelmini, ma non ci riesco, purtroppo, perchè non mi piace vivere in un luogo dove la cultura e la scuola vengono sistematicamente avvilite ed affossate e dove nuovi tagli alle spese e, dunque, alle persone vengono coperti con slogan di facile presa su chi di scuola sa poco o nulla.
Per dovere di cronaca, ecco una delle divise disegnate per gli alunni della scuola elementare.

(Quanto dovranno pagarle i genitori? Pensate anche al fatto non trascurabile che i bambini crescono piuttosto rapidamente nel corso di un anno e che i vestitini indossati all'inizio dell'anno scolastico non vanno già più bene a metà anno. Per ogni bambino poi ci vogliono come minimo due divise alla volta a meno che non si voglia arrivare al sabato con classi piuttosto odorose e macchiate. I miei nipoti cambiano abito anche due volte al giorno: giocano, si sporcano e anche a scuola non fanno le mummie. Povere divise e povere le tasche dei genitori! E, dato che la divisà è sì obbligatoria, ma non uguale in tutta Italia, perchè ogni Istituto scolastico potrà decidere in autonomia quale sarà la sua divisa, ecco che si farà a gara per procurarsi la divisa più alla moda e i docenti saranno impegnati nella consultazione di cataloghi al fine di decidere collegialmente colori, stoffe, stemmi, modelli, sartorie, come non avessero qualcosa di più serio da fare. Quanti business ci sono dietro tutto ciò?)
Ma perchè non è stata scelta questa divisa, direttamente?

Quanto mi piacerebbe poter discutere di educazione e di cultura, ma sembra che la scuola non sia più il luogo adatto per far questo.
The art of losing isn't hard to master;
so many things seem filled with the intent
to be lost that their loss is not disaster.
Lose something every day. Accept the fluster
of lost door keys, the hour badly spent.
The art of losing isn't hard to master.
Then practice losing farther, losing faster:
places, and names, and where it was you meant
to travel. None of these will bring disaster.
I lost my mother's watch. And look! my last, or
next-to-last, of three loved homes went.
The art of losing isn't hard to master.
I lost two cities, lovely ones. And, vaster,
some realms I owned, two rivers, a continent.
I miss them, but it wasn't a disaster.
--Even losing you (the joking voice, a gesture
I love) I shan't have lied. It's evident
the art of losing's not too hard to master
though it make look like (Write it!) a disaster.
Be', sì ecco, è innegabile: fa piacere che qualcuno venga a casa tua e discuta dei più disparati argomenti, ed esprima i suoi pensieri e comunichi le sue opinioni. (Siamo fatti anche di parole e la PAROLA è potente e meravigliosa: può accarezzare e distruggere, può uccidere o salvare).
Ma, per piacere, datemi un nome, anche di fantasia, al quale fare riferimento, chè mi vien difficile ed è anche piuttosto odioso pensare ad Anonimo 1, Anonimo 2, Anonimo 3, ....
Grazie di cuore!
La prossima volta offrirò the e pasticcini o un buon bicchiere di vino a chi si presenterà.

Affascinata dalla Teoria delle Stringhe:
anche i lacci delle mie scarpe
si comportano in modo anomalo.
Attendo sviluppi.
La tecnologia ha un senso solo se è al servizio dell'amore, perchè chi ama ha cura dell'amato. L'amore può salvare l'amato e l'amante.
Noi uomini, dotati del senso del futuro, che uso stiamo facendo di questo senso?
Abbiamo ridotto la Natura, quello che dovrebbe essere l'oggetto e il soggetto del nostro amore, a risorsa da sfruttare, a schiavo devoto da utilizzare per il nostro immediato piacere.
Stiamo facendo la figura di giovani, inesperti, incauti amanti, troppo avidi per donare e, così facendo, finiremo per perdere il nostro bene.
Riusciremo a raggiungere la maturità lasciandoci ancora qualcosa da amare?

Guizzi adolescenziali in un corpo decadente,
abiti nuovi su una vecchia vita,
bozzolo in disfacimento
prima che la farfalla sia uscita,
un sorriso tra le rughe
in un mondo che non ammette
un sereno approdo alla morte.
Voglia d'immergersi
nell'acqua salmastra,
per sentire
le membra leggere, fluttuanti.
Voglia di vuoti pensieri,
di idiozie per caso,
di casuali connessioni,
di sconnesse casualità,
ombre di ombre.

Il nostro passo
e il vento
e il respiro affannato
e il sudore buono
ascuigato dal vento
lungo questo viottolo
accidentato
che è la nostra vita.
Dammi la mano,
aiutiamoci,
nei tratti più impervi
del percorso.
Mia nipote Caterina, sei anni e il desiderio di avere un cane per compagno di giochi.
- Sai, penso che il labrador mi si addica - afferma.
Sì, lo penso anch'io.

dissonanze
desiderio di dormire
di dimenticare dolori
desiderio di dedicare
di donare dolcezza
D D D D D
Ho la testa rutilante di domande adolescenziali.: alla mia età sembra essere una malattia. Viene guardato con compassione ed anche con un po' di disprezzo chi da adulto pensa ancora che l'amore e il rispetto per l'altro dovrebbero essere i motori del mondo. Vedo che la realtà generale non è questa, ma voglio ancora sperare che sia possibile trovare una nicchia di riscatto dalla bruttura. Continuerò a cercare dentro e fuori di me, continuerò a cercare.

Aiace, Black, Principessa: tre cavalli che mi hanno regalato emozioni. Chissà se sono ancora vivi? Chissà se donano ancora emozioni a cavallerizzi in erba, quale ero io, parecchi anni fa?
Aiace era un vecchio cavallo baio che aveva l'abitudine di brucare dai cespugli mentre galoppava e che dimostrava una totale indifferenza nei confronti dello sfortunato cavaliere che gli stava in groppa, il quale rischiava di cadere rovinosamente in avanti ogni volta che lui abbassava la testa per strappare qualche foglia.
Black era un enorme cavallo nero. Lo trovavo magnifico ed ammiravo la sua fierezza. Anche lui aveva una sua anarchica abitudine. Nel bel mezzo di un trotto decideva di stendersi e chi lo cavalcava in quel momento doveva essere davvero svelto a scendere dalla sua groppa per non ritrovarsi con una gamba imprigionata sotto il suo ventre.
Principessa era una cavalla araba, minuta, scattante ed elegantissima. Era velocissima al galoppo, ma lo era altrettanto nel fermarsi improvvisamente e senza apparente motivo. Allora il cavaliere decriveva un magnifico arco in aria prima di impattare col terreno.
Li ho cavalcati tutti e tre sentendomi sempre un po' in colpa per quanto loro sapevano regalarmi e per quanto poco io potessi dare loro.
Conservo ancora il cap, gli stivali, i guanti e i pantaloni da equitazione. Sono un po' rovinati, lisi, ma ancora buoni e la tentazione di usarli nuovamente è davvero forte.
C'è una speranza in me:
che io possa continuare
a pormi domande
e a ricercare risposte
sino alla fine dei miei giorni.
assordante nulla
ascolto pensieri
rumoroso nulla
odo parole
chiassoso nulla
tonante clamore
per nulla
oscillante Nulla
senza tempo e senza spazio
origine dell'Universo

e io pensavo di averle sentite tutte...
mah!
Quale di queste povere orfanelle vorreste adottare alla modica cifra di 4000 € all'anno?

http://it.youtube.com/watch?v=FtvcppN67Nw&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=9tgjf4PIEBY&feature=user
aspettando le Olimpiadi
Persone dolci e tenere,
persone forti e tenaci,
persone pensanti,
affrontano la burrasca
con sorriso leggero
i miei nipoti
e riempiono la mia vita
di nuovi sentieri.
Via con me
http://it.youtube.com/watch?v=XxOqE1bEA_Q&feature=related
ad Amsterdam quando gli Olandesi mi piacevano
http://it.youtube.com/watch?v=QUa22k2TDPY
da vecchio non cerco rifugio - è il durante che m'interessa
http://it.youtube.com/watch?v=4D0Kj6rRdFk&feature=related